La piramide di Kukulcàn a Chichén Itzà nel giorno dell’equinozio

Una delle sonde Voyager e la posizione del disco d'oro sul suo telaio

L’equatore celeste, il piano dell’eclittica e l’asse di rotazione della Terra inclinato di circa 23°

E siamo all’equinozio d’autunno, che dopo un agosto torrido come mai per molti sarà una vera e propria benedizione…
Il 22 settembre prossimo, alle 21.21 ora italiana, il Sole, nel suo percorso apparente sull’eclittica, ovvero il piano su cui si muove la Terra intorno al Sole, attraverserà infatti da nord a sud l’equatore celeste, cioè la proiezione immaginaria dell’equatore terrestre nel cielo. Il contrario avviene a marzo, nell’equinozio di primavera. In questi due giorni, equinozio d’autunno ed equinozio di primavera, il Sole è perpendicolare all’equatore terrestre e si passa da estate ad autunno nell’emisfero nord e da inverno a primavera nell’emisfero sud.

Siccome sotto sotto ogni astronomo è un po’ nerd, un’ultima nozione tecnica, promesso: i due punti di contatto tra eclittica ed equatore celeste vengono tradizionalmente chiamati punti vernali, punto vernale gamma o d’Ariete per la primavera e punto vernale omega o della Bilancia per l’autunno. Oggi per la verità le cose sono un po’ cambiate perché all’asse terrestre piace farsi un giro nel cielo, in senso orario, in circa 26000 anni.

Questo movimento, chiamato precessione, ha tra i suoi effetti quello di modificare la posizione delle stelle fisse di un grado ogni 72 anni circa, di 30° ogni 2150 anni circa e di 360 gradi (ritornando al punto di partenza) ogni 26000 anni circa. Ne consegue che mentre 2000 anni fa i due punti vernali erano effettivamente nella costellazione dell’Ariete in primavera e della Bilancia in autunno, ai giorni nostri risultano “anticipati” di circa 30°, trovandosi rispettivamente nella costellazione dei Pesci ed in quella della Vergine.

Lasciamo a voi, una volta detto questo, ogni considerazione sulla validità e sul senso stesso degli oroscopi…

LA PIRAMIDE DI CHICHEN ITZA’

Nella foto che correda il post, scattata all’equinozio di primavera del 2009, si vede la piramide soprannominata El Castillo a Chichén Itzà, celebre per i sacrifici umani che i Maya perpetravano in questo luogo.
La piramide è un vero e proprio concentrato di nozioni astronomiche, segno di quanto gli antichi tenessero in considerazione le cose del cielo e date cruciali come questa. Ha quattro scalinate, ognuna di 91 scalini (i giorni che intercorrono tra equinozio e solstizio), che sommati a quelli in cima portano il totale a 365, i giorni dell’anno. Non solo, ma vi hanno aggiunto 52 pannelli (gli anni di un secolo Maya) e 18 terrazze (i 18 mesi del calendario religioso).
E non contenti, hanno orientato il tempio e progettato le scale affinché, nei giorni dell’equinozio, l’ombra di un angolo della piramide si proiettasse sul bordo di una delle scale simulando la discesa dal cielo del serpente Kukulcàn (il Quetzalcoatl azteco), fino a quando l’ombra stessa non si ricongiunge alla testa di serpente scolpita alla base della scalinata.

La piramide di Kukulcàn a Chichén Itzà e l'effetto dell'ombra su un lato di una scalinata

La piramide di Kukulcàn a Chichén Itzà e l’effetto dell’ombra del serpente che pare discendere dal cielo sul lato di una scalinata

Potevano stupirci con effetti speciali e… l’hanno fatto, tanto che in questi giorni la struttura è meta di un vero e proprio pellegrinaggio ad opera di migliaia di persone!

Gli “effetti speciali” dell’equinozio

In ogni caso, quando il Sole si trova nei punti gamma e omega, e solo in questi due punti (a prescindere da quale costellazione occupi), succedono cose straordinarie. No, nessun evento paranormale, ma semplicemente accade che il Sole sorge “precisamente” ad est e tramonta “precisamente” ad ovest! Inoltre, le ore del giorno e quelle della notte coincidono (12 ore di buio e 12 ore di luce). Del resto, il nome equinozio (da latino equi-noctis), indica proprio questo… E succede anche che solo in questi due giorni dell’anno…

Ma stanno proprio così le cose? No, non è proprio corretto dire che durante gli equinozi giorno e notte hanno la stessa durata. Sarebbe vero se, per la definizione di alba e tramonto, utilizzassimo il centro del Sole, e anche se la Terra non avesse atmosfera (nel qual caso ben pochi si preoccuperebbero di quanto durino notte e giorno…).

Se alba e tramonto venissero definiti come il momento in cui il centro del Sole passa l’orizzonte, allora il giorno e la notte sarebbero lunghi esattamente 12 ore. Ma non è così (e direi giustamente, altrimenti che albe e tramonti sarebbero?), poiché sono definiti come il momento esatto in cui il bordo superiore del disco solare tocca rispettivamente l’orizzonte orientale (alba) e occidentale (tramonto). Ecco dunque che il tempo necessario al Sole per tramontare completamente (per percorrere cioè lo spazio tra il suo centro ed il bordo superiore) rende il giorno un po’ più lungo della notte negli equinozi.

E perché senza atmosfera?

Perché l’atmosfera terrestre rifrange la luce solare, curvando la luce e facendo sì che il bordo superiore del Sole sia visibile dalla Terra un po’ prima che il bordo raggiunga effettivamente l’orizzonte all’alba. La stessa cosa accade al tramonto quando si può vedere il Sole un po’ dopo che è sceso sotto l’orizzonte. Ciò fa sì che ogni giorno sulla Terra, compresi i giorni degli equinozi, sia circa 6 minuti più lungo di quanto sarebbe stato senza questa rifrazione.

Oltre tutto questo, c’è anche la latitudine a determinare la durata del giorno, come ben sa chi è stato in Paesi più settentrionali.
Ma non disperate, anche se il giorno e la notte non sono esattamente uguali nel giorno dell’equinozio, ci sono giorni in cui le ore di luce solare e le ore notturne sono entrambe molto vicine alle 12 ore. Questi giorni sono noti come equilux e la loro data dipende appunto dalla latitudine di un luogo. In Italia, ad esempio, alla latitudine di 40° Nord (pressappoco la latitudine di Maratea, Marina di Camerota, più o meno Oristano…), giorni e notti pressoché uguali si verificano il 17 marzo ed il 26 settembre, mentre per la latitudine di 45° Nord (Piacenza, Mantova, Torino…) il 17 marzo ed il 26 settembre.

E buon equinozio d’autunno a tutti!